Salone del Libro: la nostra esperienza

E anche quest’anno le vostre Bookaniere erano presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino.  Qui di seguito vi riportiamo le nostre impressioni, sperando ( ma sicuramente sarà così) di esserci anche l’anno prossimo e magari incontrarvi!

Nicole:

Questa è stata la seconda edizione del Salone Internazionale del libro di Torino alla quale ho partecipato con le mie amiche e colleghe Bookaniere.  Le aspettative sono sempre alte, la voglia di girare per i padiglioni con l’entusiasmo di una bambina ma la stanchezza fisica di una novantenne è sempre grande, ma soprattutto a far star bene sono i colori, i volti dei bambini presenti, illuminati dalla bellezza che i libri riescono a trasmettere, i numerosi espositori disponibili, simpatici e sempre pronti al dialogo. La voglia di proseguire il percorso iniziato, finalizzato al lavorare nel mondo caotico e frizzante dell’editoria, cresce ogni anno in maniera direttamente proporzionale alla passione di chi lavora negli stand di ciascuna casa editrice, quella passione tangibile, quella passione che li porta a consigliarti il libro giusto, a farti girare lo stand in cerca di quel testo scritto apposta per te, quello che letto in un preciso istante della tua vita, te la può migliorare.

Gli Stand del cuore sono sempre loro: Minimum Fax i cui titoli amo da tempo, dove avrei lasciato tutti i miei averi e che continuerò a consigliare per la costante ricerca e per l’unicità dei titoli in catalogo ( ma le spille, vogliamo parlare delle spille?), il Saggiatore che con lo stand labirintico e il gioco volto a far capire al lettore, in base ai risultati dello stesso, la propria personalità e quindi il libro giusto da acquistare, ha decisamente vinto quest’anno, Eris Edizioni che propone sempre titoli di grande qualità, graphic dai disegni curati ed estremamente originali, che definiscono bene la linea editoriale di questo piccolo gioiellino di casa editrice, Liberaria dove la cara Giorgia Antonelli ha accolto noi Bookaniere con dolcezza e stima, reciproca e crescente, che ci ha fatto regali graditissimi e consigliato libri che non potevamo proprio lasciare a Torino e Black Coffee dove ho finalmente comprato il libro che bramavo dallo scorso anno Happy Hour e che ha confermato l’idea che mi ero fatta di questa nuovissima realtà editoriale, una famiglia mossa da amore ed estrema professionalità.

Per un’amante di Harry Potter poi, vedere il muro che celebrava i vent’anni dalla nascita del maghetto ricco di post-it colmi di citazioni, l’area di Audible dedicata alla rilettura dei romanzi… sono tutti ricordi che porterò con me e che mi consoleranno visto che al prossimo salone manca un anno.

Grazie a Lagioia e al suo lavoro impeccabile. Ogni anno una conferma.

Quindi non posso che dire a tutti: andate al Salone, finanziate la bellezza.

Giovanna:

L’ingresso al Salone è ogni anno carico di emozioni quasi infantili. Pur essendo il terzo anno, non appena ho messo piede a Lingotto tutto mi è sembrato meraviglioso. E lo è stato. Moltissimi stand, uno dopo l’altro, lì ad accoglierti con professionisti che non stanno solo “vendendo” il proprio catalogo, stanno raccontando storie.

In questa edizione, alcuni espositori sono stati sicuramente ai miei occhi più accattivanti degli altri: Il Saggiatore, per la scelta di non riproporre l’intero catalogo ma di creare un percorso tematico, un viaggio alla scoperta dei due lati del nostro emisfero. Poi ci sono gli intramontabili, Minimum Fax e Sur, che non possono non interessare chi come me ha sviluppato una sorta di adorazione per la letteratura americana. E, ultima non per importanza, LibeAria, una realtà editoriale cui sono molto legata perché nasce nella mia terra, la Puglia, e porta in giro una passione per la letteratura che commuove.
Come sempre, di tutti gli eventi che ci si propone di seguire al Salone non se ne segue quasi nessuno, ed è giusto così (l’attrazione dei libri è troppo forte per rinchiudersi in una sala affollata). L’unico irrinunciabile era per me il tour guidato sulla letteratura americana organizzato da GoodBook.it e tenuto da Luca Briasco. Ve ne parlerò in un articolo dedicato perché troppe cose vanno dette a riguardo.
Spero che il prossimo anno ci sarà un nuovo resoconto di cui parlarvi, e sono abbastanza certa che sarà così.

Ilaria:

I primi passi, quelli che fai per entrare al Salone del Libro sono elettricità. Senti le voci, vedi le piccole testoline dei bambini muoversi tra gli stand, e brilli. Brilli di un’emozione elettrica e carica di aspettative.
Per me, ogni anno, quando entro al Salone, sento battere il cuore. Perché quando hai una grande passione, come quella del libro, non puoi che voler piangere di gioia alla vista di una grande manifestazione che riesca a coniugare la carta, con la promozione, con gli ospiti, con la forza di diffondere la lettura in tutta Italia dai più piccoli ai più grandi.
Vedere file e file immense ai controlli, ricche di ragazzi, mi ha strappato un sorriso. Finalmente stiamo percorrendo quella direzione, quella giusta per far comprendere a tutti che leggere non è un obbligo o una noia, ma è un’esplorazione, un’avventura, un viaggio, che ti fa crescere, sognare, brillare. E allora grazie a tutti quelli che lo hanno permesso e alle mie compagne per esserci state con me.

In particolare un grazie a tutti gli editori che hanno sfidato la stanchezza e il caos per resistere ai loro bellissimi stand. Ricordo con piacere la gentilezza e la simpatia di Giorgia Antonelli e la bellezza dei libri LiberAria, la cordialità di Black Coffee dai quali ho potuto finalmente comprare un libro in italiano della Williams. Grazie al Saggiatore e al suo magico test, è stato un gioco affascinante che mi ha permesso di riflettere e scoprire nuovi titoli e innamorarmi ancor di più del vostro catalogo. Grazie alla Eris Edizioni, alla NN editore, alle edizioni Clichy con le vostre copertine magiche al tatto, grazie alla Adelphi e grazie alle bellissime Minimum Fax e Sur con i vostri titoli che vorrei sempre comprare.

E grazie a voi lettori che come sempre ci seguite e rendete possibile tutto questo.

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