la rampicante di davide grittani

La rampicante di Davide Grittani

la rampicante di davide grittani

La rampicante è un romanzo che cresce, si irradia. Come l’edera, ha una sua potente forza fatta di parole, personaggi, sentimenti che si aggrappa al lettore fin dal primo istante per lasciargli un solco, un’incisione nell’anima alla sua conclusione.

La rampicante è un romanzo di famiglie, di intrecci, di vite che si mischiano in un turbinio di eventi, sullo sfondo del magnifico paesaggio marchigiano.

La rampicante ha dentro di sé un vortice di temi e di riflessioni. Il destino, l’ineluttabilità della vita e delle azioni che compiamo; i rimpianti, ferite aperte e sanguinanti che pulsano come un cuore aperto. Il merito, di possedere e di ricevere.

“Se non ci ammazzano prima, col passare del tempo le cose inconfessabili cominciano a farci compagnia.”

Parte così La rampicante (edito LiberAria), con una verità sulla vita e su ciò che ci portiamo dentro senza rivelarlo, scoperta da Riccardo, il protagonista. Un ragazzo che vede il suo mondo crollare attorno a sé ma allo stesso tempo prendere una forma, riportando alla luce una consapevolezza insita nel suo profondo. Riccardo è stato adottato, i Graziosi non sono la sua famiglia.

Una famiglia non famiglia, un tarlo che lo mangerà costantemente, sino all’incontro con la piccola Edera. Una bambina affetta da paracusia, forte come la pianta di cui porta il nome.

“Edera, perché questa rampicante conserva meglio di qualsiasi altro vegetale le tracce della fatalità. Risorge se la estirpano, ricresce se la tagliano, reagisce se la umiliano. S’aggrappa dove può, un po’ come la vita.”

Riccardo trova salvezza in Edera, riparo da quella famiglia che lo ha tagliato fuori, da quel padre che lo ha marchiato. La rampicante è una costruzione di personaggi, ognuno con un suo scopo, una sua battaglia, una sua malattia. È un romanzo da percorrere e da scoprire, lentamente, affondandone sempre più le radici.

Davide Grittani affronta la sua storia con un linguaggio ben strutturato, che a tratti potrebbe sembrare complesso, ma che ritengo un abito perfetto per la sua opera. È un linguaggio che famelico si muove sulle pagine per riportarci verso un finale scandito e deciso.  Un finale cinico e ironico sulle decisioni e sul destino della nostra vita.

La rampicante è un romanzo sulla resistenza e sull’attaccamento alla vita, su quanto sia giusto viverla fino in fondo, su chi se lo merita, su chi ha una seconda possibilità. Riflette sul dono, sul trapianto in un modo del tutto nuovo e inaspettato. Si fa quelle domande da cui tutti rifuggono, è scomodo e doloroso.

Il trapianto, la vita e la morte. Ma anche la genitorialità, l’appartenenza a una famiglia, l’infanzia, la natura.

Grittani si muove in una danza scandita su diverse tematiche scottanti e lo fa con disinvoltura regalandoci pagine magnifiche. Come quella sul terremoto del 2016, da far venire i brividi.

Ma soprattutto La rampicante è un romanzo che porta a riflettere e a scavare sulle proprie colpe, sulle proprie certezze, sulle proprie consapevolezze. Non ho potuto fare a meno anche io di chiedermi chi meriti veramente una seconda chance, su chi possa considerarsi un giusto genitore, un giusto amico, una persona meritevole. Quanto siano pesanti i rimpianti e le cose non dette, quanto sia pesante non essere compresi da chi si ama. Quanto sia difficile la solitudine.

E allora mi sono sentita anche io un po’ Edera, un po’ Riccardo, a combattere con i miei demoni e a fissare la natura muoversi fra le pale eoliche dei campi marchigiani. Ci siamo sentiti tutti diversi, unici. Come la vita che abbiamo e che alle volte sprechiamo. E l’ho colta anche io l’ironia sadica che alle volte il destino sa riservarci fino alla fine, madri, padri, figli o amanti, di chiunque di noi si tratti. Da un tormento ne ho fatto una rivelazione.

Perché La rampicante è sporcarsi le mani, affondarle nella terra e ritrovarsi.

Ilaria Amoruso

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