Scelte oculate e amori folli: il mio 2019 in sintesi

Sono entrata in questo 2020 a piccoli passi, attenta a non calpestare i buoni propositi, guardinga nei confronti delle novità in agguato, titubante circa la vera natura delle mille cose che accadranno e che mi aspettano.
Ma visto che sono malinconica e tremendamente nostalgica, voglio ancora crogiolarmi nel caldo tepore delle cose passate. Perciò ecco un riassunto del bello bellissimo che c’è stato nel mio 2019.

Cosa ho letto di decente. Spoiler: molto poco

Parlando di letture, devo ammettere che l’anno appena trascorso non ha riservato chissà quanti libri sconvolgenti (ragion per cui ho in mente un piano ben diverso in questo nuovo anno, ma questa è un’altra storia e merita il giusto approfondimento).
In assoluto vincono Una vita come tante di Yanagihara, La straniera della Durastanti, Friday Black di Nana Kwame Adjei-Brenjah e la scoperta di un autore, Saunders, che ho imparato ad amare e del quale non credo riuscirò a fare a meno nei prossimi anni.
Il filo conduttore la descrizione di un malessere, che va dal fisico allo psicologico, fino ad un profondo senso di inadeguatezza.
Non è stato un percorso privo di intoppi; ho spesso trovato difficoltà nel ritagliarmi tempo per leggere con la passione e la voglia del passato, sopraffatta dai pensieri, dalle insicurezze e indecisioni. Sì, perché molti sono anche stati i libri iniziati e mai finiti, libri che mi guardano dalla libreria e mi giudicano, lo sento.
Credo sia inutile forzarsi, troveranno anche loro il momento giusto per essere ripresi in mano e, si spera, letti.

Meno male che ci sono loro

D’altro canto, ho visto un numero spropositato di film e serie tv stupendi.
E questo, in un anno dominato dal cambiamento, è stato un toccasana.
Un film su tutti: Parasite di Bong Joon-ho che ha vinto numerosi riconoscimenti (ne ha fatto incetta anche agli ultimi Golden Globes). So che per molti la barriera dei sottotitoli è ardua da superare. Sforzatevi a superare lo scetticismo e buttatevi nel mondo tragicomico creato dal regista coreano.
Ancora: Marriage Story (Adam Driver sublime è perfino riduttivo), Beautiful Boy con l’universalmente amato Timotheé Chalamet, per non parlare del millesimo rewatch del Padrino o della saga del Signore degli anelli… mi sono circondata di bellezza in un momento in cui credevo di esserne io per prima priva.

Ho visto la seconda stagione di una delle mie serie del cuore, Fleabag.

STUPENDA.

Ho rivisto Friends perché… Non ci sono motivi. È Friends. Va sempre bene. Punto.

Ho terminato con dolore (e delusione) GoT ma ho anche abbandonato mille serie.

Fleabag

La ragazza con la valigia in mano

E poi ho viaggiato molto con persone che amo, ho conosciuto gente speciale, ho seguito corsi che mi hanno formata e messa alla prova, ho partecipato a fiere e festival, concerti e presentazioni, ho fatto la mia prima video intervista ad un autore… e mi sono aperta di più.
Sto cercando di diventare la versione migliore di me stessa.

La mia faccia a Roma

Obbiettivo: diventare una me esempio e sprone per chi è nato insicuro e timido, ma ha un mondo interiore talmente colorato da volerlo tirar fuori, a costo di forzare una sicurezza ancora non del tutto matura.

E poi c’è lui

Ho imparato ad amare ancora, a fidarmi, a ritrovare il sorriso nell’abbraccio di una persona speciale.

Potrà sembrare sdolcinato o sciocco, ma sono da sempre legata all’idea di amore, amore come ricerca di quella metà in grado di completarti e arricchirti.

Di accoglierti se sbagli, di ascoltarti se hai dubbi o pensieri che ti tormentano, di esserci in silenzio, sempre, pronta a sostenerti, a consigliarti o anche solo a tenerti la mano mentre leggi un libro sul divano.

In questo anno trascorso, penso di averla trovata.

Forse sono un intero più intero adesso che c’è lui.

Questo 2019 lo archivio con un sorriso e la voglia di raggiungere obiettivi concreti, soddisfazioni enormi e soprattutto la piena e totale felicità.

Nicole Zoi Gatto

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